Con questo volume che esce in Italia e di cui è prevista l’edizione in Iraq, torniamo nel paese in cui grazie al contributo di Claudio Calia si è sviluppata una reale scena del fumetto. Tanta strada collettiva è stata fatta a partire dal 2016, quando Claudio è sbarcato in Iraq per un primo laboratorio di fumetto con Un ponte per ed è tornato a casa pubblicando “Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno” .
Il libro di Claudio contribuisce a valorizzare l’artattivismo, fondamentale tassello del diritto di resistenza quanto mai fondamentale negli scenari di guerra civile globale dell’oltre democrazia.
Il libro “Dove è la bellezza. Kamaran Najm. Il primo fotografo di guerra curdo iracheno” racconta la storia del fondatore della prima agenzia fotografica irachena Metrography, rapito nel 2014 dall’Isis dopo che era stato ferito mentre era in prima linea dove i peshmerga combattevano contro gli integralisti. Da allora di lui non si è saputo più niente.
Il libro di Claudio va letto perchè è veramente bello.
Per il grandissimo lavoro che ha fatto per portarci nella complessità di un paese che abbiamo imparato in questi anni a conoscere insieme a Walking Arts NGO. Perchè dimostra la forza del linguaggio dei fumetti e le sue grandi potenzialità.
Perchè la storia di Kamaran conferma che l’arte è un terreno in cui si esprimono tensioni di libertà che attraversano territori difficili come l’ Iraq e che danno un contributo essenziale al radicale cambiamento lì, qui e ovunque.
E per ultimo perchè Claudio è un amico con cui abbiamo condiviso e condividiamo il nostro cammino.
Buona lettura!

Intervista a Claudio Calia
Come è nata l’idea di questo libro?
Da una proposta che mi è stata fatta in Iraq. Dal 2016 che vado avanti e indietro dall’Iraq per fare cose con i fumetti, laboratori, mostre, incontri, nel paese si è sviluppato uno studio per la promozione del linguaggio del fumetto che si chiama Paia Studio. Il fratello di Kamaran ha chiesto a Shirwan Kan, direttore dello studio ed autore di “L’ultima donna”, di aiutarlo a poter usare il fumetto per raccontare la storia di suo fratello.
Siccome la storia di Kamaran è molto “notiziabile” aveva già avuto delle proposte, da famosi canali televisivi on demand per raccontarla in forma di fiction ma dopo aver ricevuto i primi trattamenti mi ha detto che riteneva la realizzazione un’americanata ed era molto interessato a raccontare la vita di suo fratello a livello internazionale con un linguaggio giovane, come è il fumetto in Iraq. Per cui mi ha chiesto di fare un mio libro su Kamaran. All’inizio avevo detto di no, perchè mi pareva meglio che fosse qualche giovane fumettista iracheno a realizzare l’opera. Poi ragionando con lui, con Shirwan e con altri amici ho capito che valeva la pena di provarci proprio per cercare fin dalla realizzazione di dare un taglio internazionale al lavoro ed anche perchè un autore non locale avrebbe potuto avere maggiori possibilità espressive, più libertà ad affrontare anche temi sensibili per il contesto iracheno che non è certo facile. Alla fine ho detto di sì.
Da allora è iniziato il lavoro vero e proprio. Ho cominciato a fare interviste a persone che conoscevano Kamaran: i suoi familiari, i suoi amici, il suo driver insomma quelli che lo hanno conosciuto. Va detto che il tutto non è stato semplicissimo. La maggior parte delle conversazioni che ho fatto in Iraq erano in curdo, tradotto in inglese da amici iracheni che mi hanno accompagnato. Il tutto per me che parlavo italiano. Insomma un po’ di travasi linguistici. Sono tornato a casa con un sacco di materiale che poi ho elaborato.
Non avendo mai visto direttamente Kamaran, lo ho conosciuto tramite le sue relazioni oltre che ascoltando le poche cose che esistono con la sua voce, come un Tedx fatto a Erbil, poco prima che venisse preso. Andare sul campo, intervistare direttamente le persone che lo hanno conosciuto mi è sembrato il metodo giusto per raccontare la complessità della sua storia all’interno della complessità della realtà irachena. Anche in questo caso, come avevo già fatto in “Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno” ho cercato di narrare i vari punti di vista, far parlare chi ho incontrato in maniera libera, lasciando le diverse sensibilità ed impressioni, anche se contradditorie.
Mi sono costantemente confrontato con il fratello di Kamaran e devo ringraziare Shirwan Can che mi ha accompagnato a distanza nell’elaborazione del tutto per non incorrere in false semplificazioni.
Ora il volume viene editato in Italia ed è in uscita anche la versione inglese che avrà circolazione internazionale e quella in lingua curda. Quest’ultima sarà un po’ complicata da fare perchè i fumetti in Iraq si leggono al rovescio, come i manga originali per cui dovremo rifare baloon e rimpaginare il tutto. Vabbè ci sarà un po’ da fare ma mi fa molto piacere che le tante persone che ho incrociato e conosciuto in questi anni possano finalmente leggere qualcosa di mio nella loro lingua.



La parola bellezza nel titolo da dove nasce?
E’ il titolo che avevo pensato esclusivamente per l’edizione italiana poi in realtà è piaciuto anche in Iraq, per cui rimarrà il titolo di tutte le edizioni.
“Dov’è la bellezza?” è una frase che Kamaran usava spesso. Da fotografo di guerra, sottoposto a fotografare cose mediamente orribili, il suo grande progetto, la sua grande ambizione era poter fare un giro del Kurdistan iracheno, fotografarlo per mostrare le bellezze del suo paese all’estero. Nelle foto fatte dai giovani fotografi iracheni che formava organizzando workshop ed incontri si domandava sempre dov’è la bellezza del mio paese?

Possiamo definire il tuo lavoro giornalismo a fumetto per raccontare un posto così poco conosciuto come l’Iraq?
Sì. Spero che chi legge la biografia di Kamaran possa conoscerlo e al tempo stesso vedere l’Iraq in modo diverso da come è raccontato nei telegionali o nei media. Capire che è un posto pieno di vita, bello, contraddittorio e vivissimo. C’è anche un altro aspetto di cui mi sto accorgendo dopo che l’ho fatto leggere ad un po’ di gente e cioè che c’è interesse per le potenzialità della fotografia. Kamaran ha scelto di usare questo linguaggio, l’immagine fotografica, come strumento per raccontare il suo paese e contribuire a cambiarlo.
Per restare in contatto con l’autore iscriviti a Maledetti fumetti, newsletter di Claudio Calia

Dov’è la bellezza?
La storia di Kamaran Najm, il primo fotografo di guerra curdo-iracheno
di Claudio Calia
Prefazione di Zerocalcare
164 pp. col., brossura con alette
ISBN: 978-88-3314-378-1
21,00 €
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