Nello scorso anno 2025 usciva il libro a fumetti di Claudio Calia “Dov’è la bellezza. Kamaran Najm. Il primo fotografo di guerra curdo iracheno”.
A nostro avviso un libro imperdibile per capire l’Iraq, l’importanza dell’art/attivismo e il senso di relazioni che corrono oltre i confini.
Quando è uscito il volume nella sua edizione italiana, Claudio Calia giustamente ci teneva a sottolineare che erano in produzione sia la versione curda che quella inglese.
Questo impegno è diventato realtà: oggi il volume è disponibile non solo in italiano, ma anche in inglese e curdo.
Nell’articolo per Maledetti fumetti, Claudio Calia spiega il valore della possibilità di leggere il libro in ben tre lingue. Vi proponiamo il suo contributo.
Italiano, inglese, curdo: le operazioni ben riuscite – “Dov’è la bellezza” torna in Iraq
Il progetto lo prevedeva fin dall’inizio: il mio ultimo viaggio in Iraq, nel luglio del 2023 per realizzare la biografia a fumetti di Kamaran Najm, il primo fotografo di guerra curdo-iracheno e fondatore dell’agenzia Metrography, avrebbe dato vita a tre edizioni: italiano con BeccoGiallo e inglese e curdo con Metrography, per essere diffuso e letto anche in Iraq e nel Kurdistan iracheno.
La scorsa settimana – mi sto occupando io della questione tipografica, preferiscono i libri siano stampati in Italia – ho ritirato le copie in inglese e in curdo di Dov’è la bellezza? e da un paio di giorni continuo ad aprire scatole un po’ a caso, riguardandole (anche perché sono letteralmente circondato, da scatoloni).
Fa un effetto strano, perché questo libro ci è nato nel Kurdistan iracheno, dentro una rete di relazioni che va avanti da ormai dieci anni tondi. Viaggi, ritorni, laboratori, cene, checkpoint, registratori accesi al volo, fotografie riguardate la sera in hotel cercando di ricordare chi aveva detto cosa e dove.

Quando nel 2016 sono partito per il mio primo viaggio, quello che poi sarebbe diventato Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno, non potevo immaginare che sarei tornato così tante volte.

Né che avrei costruito rapporti tanto profondi con alcune persone incontrate là. Sono cose che non puoi pianificare.

Il libro nasce dalla proposta di Ahmed Najm di raccontare la storia di suo fratello Kamaran, sequestrato e ucciso dall’ISIS nel 2014. Nasce dai giorni passati tra Sulaymaniyya ed Erbil a incontrare amici, parenti, colleghi. Dalle traduzioni simultanee di Shirwan Can, dalle corse in macchina per arrivare in tempo a un appuntamento, dalle pause al Nali’s Café per proteggersi dal caldo.
Kamaran era un fotografo di guerra. Il primo fotoreporter di guerra curdo-iracheno. Ha lavorato con Reuters e Associated Press, le sue foto sono finite sul Washington Post, su Vanity Fair, sul Times di Londra. Nel 2010 ha fondato Metrography — la prima agenzia fotografica indipendente irachena — insieme al fotoreporter americano Sebastian Meyer, con l’idea di costruire un fotogiornalismo capace di attraversare le divisioni etniche, culturali e religiose del paese.

Ha documentato l’avanzata dell’ISIS, i combattimenti, le fughe, i morti. Ma più parlavo con chi lo conosceva, più è venuta fuori un’altra cosa: il suo desiderio era catturare immagini che si concentrassero sulla bellezza del suo paese, restituire una realtà autentica della vita quotidiana in Iraq. Non solo le armi, non solo i corpi. “Dov’è la bellezza?”, si chiedeva, osservando il racconto del suo paese da parte della stampa estera.
Quando Kamaran è stato sequestrato, la famiglia ha versato soldi a gente che gli faceva false promesse, hanno visto dissotterrare corpi da fosse e scoperchiare bare anonime nella ricerca, almeno, del corpo. Di lui non si è saputo più nulla.
Ahmed ha portato avanti il lavoro di suo fratello. Nel 2019 ha organizzato la prima esposizione World Press Photo mai allestita in Iraq — a Baghdad, Erbil e Sulaymaniyya — realizzando uno dei sogni di Kamaran: portare quella mostra nel paese, perché i fotografi iracheni non dovessero accontentarsi di sfogliare solo i cataloghi.
Ed è stato lui a volere che questo libro tornasse in Iraq. In curdo e in inglese, prodotto direttamente da Metrography.

Zerocalcare, nella prefazione all’edizione italiana, ha scritto:
«Non so quanti siano i giornalisti e i fotografi perseguitati o uccisi nel tentativo di raccontare al mondo cosa succede lontano dai nostri sguardi. Spesso sono solo numeri. Questo fumetto ridà a uno di questi numeri un’identità e ci consegna la sua storia. La storia di Kamaran Najm, così lontana eppure così vicina.»

A questo punto non è più, solo, “il mio ultimo libro”. Sta diventando qualcosa che può essere letto da persone che quelle strade le conoscono davvero, che magari riconoscono una facciata, una piazza, una luce del pomeriggio a Sulaymaniyya. Un libro su Kamaran che esiste solo in italiano resta, in qualche modo, un libro su un iracheno raccontato agli italiani. Un libro in curdo è un’altra cosa: è quello che doveva essere fin dall’inizio, e finalmente ci siamo.

In questi giorni sto cercando di organizzare il viaggio delle copie verso il Kurdistan iracheno. Spedizioni improbabili, amici che partono, contatti da attivare, messaggi vocali, pacchi da dividere.

Il solito casino.
Tra italiano, inglese e curdo.
Presentazione di “Dov’è la bellezza?” di martedì 29 aprile 2025 presso La Feltrinelli di Padova, in dialogo con Massimo Zilio.

