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Gli indios della Terra Indigena (TI) Raposa Serra do Sol, nello Stato di Roraima, nel nord del Brasile sono in questi giorni riuniti in assemblea per definire le nuove linee guide delle loro proteste e rivendicazioni da esporre alle istituzioni brasiliane, federali e statali, e alla stampa.
Da troppi anni, dagli anni ’70, le loro terre ancestrali sono invase da proprietari terrieri provenienti dal Sud e dalla costa, da coltivatori di riso, di soja, da allevatori di bestiame, da ricercatori d’oro e pietre preziose, senza scrupoli e con chiari obiettivi di arricchimento e di espansione delle proprie attività produttive a danno del diritto delle popolazioni indigene, sancito dalla Costituzione brasiliana e dal diritto internazionale, ad avere un territorio in cui poter mantenere le proprie culture e la propria identità.
Più volte nel corso di questi decenni la TI ha subito le violente incursioni dei sicari di questi gruppi di potere, che non hanno esitato a usare fucili e bombe, anche contro i bambini.
All’interno della TI è stato costruito un municipio di 4.000 abitanti non indigeni, Uiramuta, e la Caserma del 6° plotone dell’esercito (è zona di frontiera); nonostante nell’aprile del 2005, con un decreto di “omologazione” firmato dal Presidente Lula, l’area di Raposa Serra do Sol sia stata definitivamente riconosciuta come Terra Indigena e sia stato ordinato il reinsediamento degli abitanti non indigeni presenti sul territorio, ancora oggi le operazioni per garantire l’esecuzione del decreto non sono state portate a termine e numerosi coltivatori, allevatori e ricercatori d’oro rimangono liberi di portare avanti le proprie attività – anche criminali – sull’area impunemente, raggiungendo spesso posizioni di potere nelle istituzioni municipali e statali.
Negli ultimi giorni sono stati bruciati due ponti riducendo all’isolamento ben 10.500 indios della comunità di Surumu, dove all’inizio di maggio circa 30 sicari dei coltivatori di riso hanno aperto il fuoco e lanciato bombe contro la popolazione indigena, provocando molti feriti gravi.
Le nuove tensioni emergono dopo la dichiarata intenzione del Supremo Tribunale Federale di voler ridurre la superficie della TI e sospendere il ritiro degli invasori.
Questa decisione provocherebbe un’aperta violazione dei diritti indigeni, e un precedente grave: avvallerebbe gli atti criminali commessi contro le popolazioni.
Il conflitto in Roraima ha raggiunto livelli gravissimi ed è esemplare di molti altri casi di conflitto attualmente in corso in Amazzonia, anche negli altri Stati Latinoamericani.
A fronte di un forte e coeso movimento di protesta da parte della rete di organizzazioni indigene, che hanno saputo rinforzare le proprie posizioni, strutturandosi a più livelli e coinvolgendo le Istituzioni sopranazionali e internazionali, come il Tribunale Interamericano per i Diritti dell’Uomo, e le Nazioni Unite, il Governo Lula stenta a prendere una posizione decisa e determinata a difesa dei diritti indigeni e a tutela del diritto di prendere parte attiva nel processo politico democratico del Paese.
Riconoscendo non solo il diritto a mantenere la propria identità, ma a vedere riconosciuta e valorizzata una cosmo-visione che deve e vuole avere voce in capitolo nel percorso di sviluppo politico, economico e culturale del Paese, contribuendo con saperi ancestrali alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo di coltivazioni sostenibili e al progresso umano e multiculturale del Brasile.
Per questo è necessario fare pressione sul Governo Lula, affinché non venga ritrattata l’omologazione di Raposa Serra do Sol, a simbolo di una presa di posizione decisa e chiara.
Perché questo sia possibile è importante attivarsi per sostenere la petizione qui riportata.
Così Carolina Bonelli, giornalista di "Volontari per lo sviluppo", un mensile che si occupa di cooperazione internazionale, spiega che cosa sta accadendo nello Stato di Roraima.
Di seguito le 4 parti dell’intervista realizzata con Carolina.
[ Prima parte ]
[ Seconda parte ]
[ Terza parte ]
[ Quarta parte ]
Link utili:
CIR - Conselho Indigena de Roraima
COICA - Cordinadora de las Organizaciones Indigenas de la Cuenca Amazzonica
Isa - Instituto Socioambiental
Letture utili:
“La Freccia e il Fucile”, di Silvia Zaccaria, Ed. EMI, 2003
“Assassinio nella Foresta” di Jan Rocha, Bollati Boringhieri, 2001
“Amazzonia”, Azzurra Carpo, Feltrinelli, 2006