Home page > America Latina > Messico > El cártel incómodo

382. El cártel incómodo

La fine dei Beltrán Leyva e l’egemonia del Chapo Guzmán
Autore: José Reveles
Data di pubblicazione: Ottobre 2011
Editore: Grijalbo
Numero di pagine/durata: 265 pagine
Corpi decapitati, sciolti nell’acido, squartati; striscioni dei narcotrafficanti, cartoline e video con messaggi di violenza o denunce contro il governo perché attacca solamente alcuni trafficanti e ne favorisce altri; attacchi armati a centri di assistenza ai tossico-dipendenti, discoteche, feste in particolare di giovani; minaccioso paramilitarismo. Tutto fa parte dello scenario della nostra violenta quotidianità da quando il governo federale ha dichiarato guerra al narcotraffico, però senza utilizzare l’inteligence militare o della polizia, senza smantellare reti finanziarie, riciclaggio di denaro e imprese-fantasma. Rimangono intatte le strutture politiche che forniscono protezione alla criminalità. Il volume tratta di questo e di molto altro: la nascita dei Beltrán Leyva e del perché della sua rottura con il cartello di Sinaloa; il brillare effimero di questa organizzazione per cinque anni; la morte o il carcere che li ha cancellati dalle mappe, con le quali si è rafforzato Joaquìn il Chapo Guzmàn, che loro volevano annientare. Tutto questo mira a favorire l’egemonia del cartello di Sinaloa, oggi come oggi il cartello scomodo dei governi panisti. L’autore, in queste pagine, svela la verità contenuta dietro il discorso ufficiale. Ci avvicina allo specchio di una terribile realtà che le èlite politica ed economica non vogliono guardare. Il volume contiene le informazioni del Cisen che Alfredo Jimènez Mota, giornalista de "El imparcial" di Hermosillo, ha utilizzato nelle sue pubblicazioni prima di scomparire nel 2005.

Caratteristiche

Elaborato da: Altri

Formato: Libri, tesi e ricerche

Contenuti: Narcotraffico Paramilitarismo e repressione

Lingua: Spagnolo

(Parole chiave senza gruppo...):